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chi siamo

ARSIAL
L'Agenzia Regionale per lo Sviluppo e l’Innovazione dell'Agricoltura del Lazio, è un Ente di diritto pubblico strumentale della Regione Lazio. Promuove lo sviluppo e l’innovazione del sistema agricolo laziale, sostenendone il carattere multifunzionale, inteso quale allargamento delle competenze del mondo agricolo alla gestione degli agroecosistemi e dei servizi ai territori rurali. Opera per la valorizzazione delle componenti qualitative, economiche e sociali del sistema agricolo regionale.


Arsial, istituita nel 1995, affonda le sue radici nell’Ente Maremma, organismo creato nel 1951 e che, sotto il controllo del Ministero dell’Agricoltura, operò la Riforma Fondiaria nella Maremma Tosco-Laziale e, sino al 1954, anche nel comprensorio del Fucino. Le funzioni dell’Ente Maremma erano relative all'espropriazione, bonifica, trasformazione e assegnazione ai contadini dei territori già in possesso di poche famiglie feudatarie. Dall’epopea della Riforma Fondiaria, che copre il periodo che va dal 1951 alla prima metà degli anni ’60, prende corpo l’archivio audiovisivo Arsial che, in collaborazione con Cinecittà Luce spa, viene messo oggi a disposizione in questo portale.



L'Archivio Storico di Cinecittà Luce


La data di costituzione dell'Istituto Luce risale al 1924 quando, come in diversi altri Paesi, l'Italia si dota di uno strumento di comunicazione usando un mezzo allora formidabile: la cinematografia. I primi documentari, a carattere esclusivamente didattico, avevano lo scopo di trasferire conoscenza in un'Italia scarsamente alfabetizzata dove lo schermo cinematografico, montato per l'occorrenza nelle pubbliche piazze, esercitava un'attrazione più forte di quanto potesse fare la carta stampata. Per dare idea di quanto fosse, allora, organizzata la struttura del Luce basti dire che a metà degli anni '30 venivano prodotti mediamente due Cinegiornali Luce a settimana e di ognuno di questi erano distribuite oltre 2.000 copie sul territorio nazionale.
Con la fine del secondo conflitto mondiale il Luce interrompe la sua attività nel campo dell'informazione per dedicarsi alla sola produzione di documentari scientifico didattici. Sarà l'industria privata a colmare il vuoto: La Settimana Incom per prima, poi i 7G, Le Notizie Cinematografiche, i Radar, gli Orizzonte Cinematografico, le testate Ciac Europeo, i Mondo Libero e le tante altre testate che a partire dagli '60 spegneranno i propri riflettori per lasciare spazio al dirompente affermarsi della televisione nel campo dell'informazione.
Merito indiscusso del Luce fu quello, a partire dagli anni settanta, di aver acquisito tutte queste testate altrimenti destinate al degrado e alla perdita e costituendo, di fatto, uno dei più grandi archivi a carattere storico e documentale del mondo.
Ma è nel rispetto delle recenti direttive del Ministero per i Beni e le Attività Culturali che l'Archivio Luce, trasformatosi nel frattempo in un centro d'eccellenza nel settore della Conservazione, della Riconversione e del Restauro, mette a disposizione della collettività il proprio knowhow e le proprie strutture proponendosi come centro di raccolta e diffusione della memoria storica audiovisiva dell' Italia e degli Italiani.
Hanno scelto l'Archivio per mettere in sicurezza e dare visibilità ai loro patrimoni audiovisivi diversi registi e documentaristi. Fra questi citiamo Folco Quilici, Silvano Agosti e Mario Canale. Così come sono ormai tante le istituzioni che per salvaguardare i loro depositi di memoria si stanno affidando all'esperienza e alle strutture dell' Archivio Luce.
Solo grazie a questa costante attività di recupero di fondi Cinecittà Luce è oggi in grado di raccontare con immagini, momento per momento e passo dopo passo, la storia dell' Italia del ventesimo secolo nel più ampio contesto internazionale.

Allo stato attuale la banca dati dell'Archivio di Cinecittà Luce,realizzata insieme alla società regesta.exe, rende disponibile sul WEB oltre 100.000 servizi di Cinegiornali, 5.000 documentari e 300.000 fotografie che compongono parte del patrimonio aziendale. In maniera integrata, ma nel rispetto della propria autonomia, sono inoltre consultabili diversi documenti dell'Aamod, della Cineteca del Friuli e del Fondo Folco quilici. A questi si aggiungeranno le ulteriori 2.600.000 fotografie del fondo Luce, i Cinegiornali ed i documentari SEDI di recente acquisizione, il fondo audiovisivo di Poste Italiane, le 2.500 ore fra backstage e interviste del Fondo Canale, le 400 ore del Fondo Quilici, i 1.000 documentari dell'Archivio del Cinema Industriale di Ivrea, le migliaia di interviste e di documentari dell'Archivio Nazionale della Resistenza di Torino, le oltre 2.000 ore di riprese del Teatro Ateneo, le 400 ore della UIL Regione Lazio, le fotografie dell'Istituto Superiore della Sanità, le immagini della Bibliomediateca del Comune di Roma e quelle dei tanti nuovi partner che stanno aderendo, alla costituzione del progetto "Memoria Italiana".